Rimedi contro il mal di schiena

Termine generico e omnicomprensivo, che include una serie di sintomi dolorosi di varia origine, il mal di schiena, o più propriamente lombalgia, è un problema molto diffuso: si stima che solamente in Italia ne soffrano, o ne abbiano sofferto, oltre quindici milioni di persone, e che sia una delle prime cause di assenteismo dal lavoro. Le cause scatenanti e i meccanismi d’azione dei dolori alla schiena sono svariati e dipendono da una serie di fattori legati all’età, all’attività fisica, alla postura, al clima (spesso i dolori insorgono a seguito di un colpo di freddo) oppure a piccoli traumi. A seconda della causa scatenante e del tipo di dolore, nonché alla sua intensità e localizzazione, i rimedi per il mal di schiena possono essere diversi.

Per comprendere meglio come funziona il mal di schiena, è utile capire come funziona la colonna vertebrale: essa è costituita da una serie di ossa, le vertebre, impilate una sopra l’altra. All’interno delle vertebre troviamo il midollo spinale, e le strutture nervose che trasportano i messaggi dai muscoli al cervello. Le vertebre sono separate fra loro dai dischi invertebrali, che svolgono la funzione di veri e propri ammortizzatori, permettendo il movimento della schiena e l’urto fra una vertebra e l’altra. All’origine dei dolori lombari, spesso e volentieri, ci sono lesioni o piccoli traumi alle fibre muscolari, oppure proprio ai dischi invertebrali, che con l’età tendono a deteriorarsi causando, per esempio, ernie. Il dolore alla schiena, che si manifesta in diverse forme e con vari gradi di intensità, può essere dovuto a un’infiammazione o a una contrattura a carico dei muscoli, oppure a una vera e propria nevralgia.

Ad ogni modo, nella grande maggioranza dei casi i dolori alla schiena sono causati da abitudini, posture e movimenti scorretti. Il dolore può essere molto vario per intensità e forma, ed è di solito indicativo della causa. Può essere intenso, improvviso e lancinante (il cosiddetto colpo della strega) oppure più moderato e prolungato. Può essere ciclico, e variare secondo i giorni, oppure intensificarsi in base alla postura: può essere più intenso quando ci si alza o viceversa quando si sta seduti, può peggiorare camminando, può irradiarsi verso il gluteo o l’anca, oppure nella parte posteriore della gamba, come avviene con la sciatalgia.

Tra i fattori di rischio noti per la lombalgia, oltre allo stress, all’obesità, e alla scarsa forma fisica, troviamo le cattive posture e i traumi legati all’attività sportiva; non è raro che nel fitness un esercizio condotto nel modo scorretto possa condurre a traumi e a dolori molto fastidiosi a carico della schiena: fra gli errori più comuni, per esempio, si possono evidenziare esecuzioni scorrette di esercizi per gli addominali, o il sollevamento di pesi da terra. Va da sé, quindi, che diventi molto importante un corretto esercizio fisico, per ridurre la possibilità di incorrere in questo tipo di fastidi. Esercizi di stretching e di rafforzamento muscolare, in particolar modo per i muscoli legati alla colonna vertebrale, riducono enormemente il rischio di traumi e contratture, che a loro volta possono determinare una reazione infiammatoria dolorosa. L’esercizio fisico è utile anche per mantenere la corretta mobilità ed elasticità della colonna vertebrale: a tal fine possono risultare efficaci anche i massaggi, utili a sciogliere le tensioni muscolari. Per chi conduce uno stile di vita più sedentario, oppure per altre ragioni non possa mantenere un costante esercizio fisico, il consiglio è prestare una particolare attenzione alla postura, evitando posizioni scomode o innaturali per la colonna vertebrale, e avendo cura di non mantenere troppo a lungo la stessa posizione.
Rimedi mal di schiena
Tuttavia, quando il dolore colpisce, come abbiamo visto, lo sforzo fisico può diventare complicato o addirittura controproducente. La nostra prima linea di difesa, valida soprattutto quando gli attacchi sono sporadici e non troppo prolungati nel tempo, sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che già a bassi dosaggi possono essere molto efficaci contro il dolore e l’infiammazione. Sono farmaci da banco, disponibili senza prescrizione medica e si possono trovare in diversi formati: compresse e bustine permettono un assorbimento rapido del principio attivo e di conseguenza un effetto più immediato, con un buon profilo di tollerabilità se assunti seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. In alternativa, sono disponibili creme, gel, oppure cerotti, che agiscono localmente. Se il dolore è particolarmente forte, non risponde ai farmaci normali, oppure si protrae per più di 3-4 giorni, è consigliabile rivolgersi al medico. In questo caso, inquadrata la patologia, il medico sarà in grado di impostare una terapia più mirata, per esempio a base di miorilassanti quando il dolore è originato da tensioni muscolari, oppure di antinfiammatori steroidei (o cortisonici). Questi farmaci, in particolare, devono essere assunti con molta cautela e sempre sotto la stretta supervisione medica, poiché hanno numerosi effetti collaterali.

La fisioterapia, di pari passo con il trattamento farmacologico, può consentire di alleviare ancora più rapidamente il dolore e recuperare in fretta la funzionalità della schiena. Può essere sia passiva (massaggi, ghiaccio), sia attiva (esercizi di stretching, sollevamento pesi). Per alcuni, possono rivelarsi molto efficaci dei programmi di allenamento come il Pilates o lo Yoga. Chi segue programmi di allenamento deve sempre ricordare di mantenere, durante gli esercizi, una corretta postura, non fare movimenti troppo bruschi e di eseguire sempre il riscaldamento per ridurre al minimo il rischio di strappi e contratture.

L’opzione chirurgica, infine, si può prendere in considerazione laddove tutti gli altri rimedi per il mal di schiena siano risultati inefficaci, oppure in presenza di alcune patologie come l’ernia del disco. È importante ricordare che la chirurgia non è da considerarsi un’ultima spiaggia, né è sempre indicata per risolvere il problema: è fondamentale una valutazione attenta del quadro clinico da parte del medico, e va intrapresa solamente in assenza di alternative valide e se non esistono controindicazioni particolari.
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