Rimedi mal di testa

Quando si parla di mal di testa, ci si riferisce a un insieme di patologie anche profondamente diverse fra loro, che nel complesso colpiscono milioni di persone ogni anno. Si presenta sotto diverse forme e gradi d’intensità, e i suoi effetti sul corpo possono essere molto invalidanti per la vita quotidiana di ognuno di noi. Spesso lo si sottovaluta, o viceversa se ne ingigantiscono gli effetti alimentando ansia ingiustificata. Entrambi i comportamenti sono sbagliati, non risolvono il problema e spesso conducono a complicanze che sarebbero altrimenti facilmente evitabili. Ecco perché imparare a riconoscerne le manifestazioni può essere decisivo per sconfiggerlo, o perlomeno per non renderlo un disturbo profondamente invalidante.

A cosa ci si riferisce, quindi, quando si parla di mal di testa? Bisogna innanzitutto fare qualche distinzione. Sotto il termine-ombrello “mal di testa” si contano infatti oltre 150 differenti disturbi. Si può trattare di disturbi primari, in cui il mal di testa è appunto la patologia originaria, e disturbi secondari, nei quali il mal di testa è, più semplicemente, un sintomo di una più generalizzata condizione del corpo. Se in quest’ultimo caso la cefalea può essere ricondotta a fattori quali lo stress e la tensione dei muscoli (soprattutto quelli cervicali), dormire poco o male, disidratazione (è il caso della cefalea frontale, cioè quella in cui il dolore si concentra sulla fronte), un’alimentazione sregolata, una postura scorretta o agli eccessi nel bere alcolici, nel caso delle cefalee primarie si possono distinguere principalmente tre categorie: l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo.

L’emicrania, più ricorrente nelle donne in età fertile, si manifesta con un dolore intenso e pulsante concentrato in una sola delle tempie o in un emisfero del cranio (il destro o il sinistro, indifferentemente), ha una durata variabile e può essere accompagnato da nausea e vertigini. Esistono inoltre dei segni premonitori, definiti “aura”, che possono comprendere disturbi visivi o un’eccessiva sensibilità alla luce.

La cefalea di tipo tensivo è solitamente conseguenza di stress o una postura scorretta: il dolore è meno intenso, ma è diffuso a tutta la testa e più costante. Essa si manifesta in modo simile alla cefalea cervicale, da cui però differisce in quanto quest’ultima deriva da problemi legati alle vertebre cervicali, e non dalla mera tensione muscolare.

La cefalea a grappolo, infine, è quella più dolorosa e meno sopportabile. È più comune fra gli uomini, e le sue cause non sono ancora state del tutto chiarite: si ritiene che possa essere dovuto a squilibri ormonali, o che possa essere coinvolto l’ipotalamo. Tale forma di cefalea deve il suo nome al fatto che gli attacchi sono ciclici e seguono uno schema ben preciso. Al contrario dell’emicrania, il dolore è improvviso, molto intenso, tende a irradiarsi ad altre parti della testa, al collo e alle spalle, e non è di solito associato a segni premonitori, anche se può avere sintomi molto simili. Anche in questo caso, infatti, si possono verificare episodi di nausea, vomito, vertigini, sensibilità alla luce. Essa è una forma di cefalea molto invalidante, che spesso costringe chi ne soffre a letto e lo impossibilita nella attività quotidiane.
Rimedi al mal di testa

Come far passare il mal di testa?

L’errore più comune, quando si soffre di mal di testa, è essere restii a prendere provvedimenti in maniera tempestiva. Spesso si ritiene che il dolore possa “passare da solo” in maniera “naturale”, e che assumere farmaci sia superfluo. Ciò è vero solo in parte. In linea di massima è certamente buona norma per la salute non abusare di farmaci, soprattutto senza supervisione medica. Nel caso del mal di testa, poi, a volte è proprio il ricorso eccessivo o comunque non idoneo a cure a base di analgesici e antinfiammatori a peggiorare i sintomi, magari gli stessi che si volevano combattere. Il problema fondamentale è che, se fatto in modo non tempestivo e senza criterio, l’uso di analgesici e FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steoridei) può risultare poco efficace, e questo costringe a dover ricorrere a metodi più “estremi” per risolvere il problema, come assumere nuovamente il farmaco e spesso a un dosaggio superiore. Ecco perché è così importante imparare a riconoscere e distinguere correttamente i sintomi del mal di testa, assumere il giusto farmaco al dosaggio adeguato non appena i sintomi si presentano e, se possibile, prevenire la loro insorgenza con le dovute accortezze.

Tra i consigli utili alla prevenzione che si possono dare a chi ne soffre, uno è tenere traccia della frequenza, della durata e dell’intensità degli attacchi, cosa che può aiutare a inquadrare meglio il problema, a distinguere quali siano i fattori scatenanti e imparare a evitarli: i già citati squilibri nel sonno, una particolare postura scorretta, persino il tipo di alimentazione possono essere alla base di una cefalea. Per quanto la questione sia dibattuta, infatti, esistono alcuni cibi noti per favorire l’insorgenza di cefalee. Le bevande alcoliche, la caffeina, il cioccolato, alcuni dolcificanti, cibi ricchi di glutammato o di solfiti; se si è soggetti a cefalee, in particolare a emicrania, questi alimenti andrebbero eliminati dalla propria dieta, o perlomeno il consumo in grandi quantità sarebbe fortemente da evitare.

Non tutti i fattori scatenanti sono però sotto in nostro pieno controllo: spesso la cefalea può avere cause genetiche, o predisposizioni familiari. Oppure, più semplicemente, non si ha la possibilità di eliminare completamente alcuni fattori; non solo lo stress, una componente inevitabile della vita quotidiana per molti, ma anche una vita troppo sedentaria o addirittura un’attività fisica troppo intensa (mentre, al contrario, se praticato nella giusta misura lo sport può aiutare a prevenirli) possono esporre ad attacchi di cefalea.

Quando il mal di testa arriva, è perciò utile agire nel modo più corretto, affidandone la cura alla giusta terapia farmacologica: quando gli attacchi sono meno frequenti, o comunque di lieve entità, il giusto rimedio possono essere comuni medicinali da banco, disponibili anche senza prescrizione medica, come alcuni FANS. Se invece la frequenza degli attacchi è più alta, o i dolori sono più forti, il consiglio è di rivolgersi al proprio medico: in questi casi, infatti, potrebbe essere necessario ricorrere a un trattamento a base di farmaci più specifici come i triptani, capaci di ridurre i sintomi dolorosi più gravi, oppure gli ergotaminici, maggiormente indicati quando la frequenza degli attacchi è più bassa. A questi farmaci possono essere aggiunti degli antiemetici, per curare la nausea e il vomito tipicamente associati alle forme più gravi di cefalea.

Se il mal di testa diventa cronico, invece, sarà necessario impostare una terapia progressiva, solitamente a base di beta-bloccanti, per ridurre la frequenza e l’intensità e gli attacchi e ripristinare l’efficacia dei normali FANS. Questo tipo di terapia può essere molto lunga e durare anche diversi mesi.

Nel campo delle terapie alternative, è molto discussa nella comunità scientifica l’effettiva efficacia di trattamenti derivati dalla medicina orientale come l’agopuntura e altri simili metodi non convenzionali. Studi recenti hanno invece dimostrato l’azione benefica di alcuni rimedi naturali, rivelatisi efficaci: è stato dimostrato, infatti, che alcuni oli essenziali di erbe come la menta piperita, già nota per le proprietà antinfiammatorie, possono essere molto benefici contro il dolore.
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