Influenza


L’influenza è una malattia respiratoria estremamente contagiosa, che colpisce solitamente tra dicembre e marzo.

È causata da un’infezione delle vie aeree (naso, gola, trachea, bronchi, polmoni) da parte di virus influenzali.

In genere l'influenza dura dai tre ai cinque giorni, ma lo stato di affaticamento, può prolungarsi per due o tre settimane.
Le forme più lievi possono talvolta essere confuse per raffreddore: i sintomi sono simili, ma nell’influenza sono in genere più marcati e compaiono molto bruscamente.

In effetti, la congestione nasale, la gola irritata e gli starnuti frequenti sono i sintomi più comuni del raffreddore, che può dare anche mal di testa e tosse, proprio come l’influenza; ma in quest’> > > > ultimo caso si avranno anche febbre, dolori muscolari e articolari, affaticamento e debolezza.

Nonostante le analogie, il raffreddore e l’influenza sono due patologie completamente diverse, causate da virus diversi

Generalmente, l’influenza arriva all’improvviso e bruscamente. Si presenta in 3-6 ore dal contagio, accompagnata da brividi, sudorazione e febbre.

I sintomi dell’influenza sono dovuti alla reazione di difesa del nostro organismo all’i nvasione virale.
Per esempio, la febbre è una delle armi con le quali il nostro sistema immunitario cerca di eliminare i virus, che sopravvivono male a temperatura elevata. Anche la tosse è il mezzo attraverso il quale il corpo cerca di liberarsi da ospiti indesiderati, come batteri e virus.
Il riflesso della tosse viene attivato nel tentativo di espellere il muco nel quale si trovano intrappolati i microrganismi, affinché questi non raggiungano i polmoni e altri distretti.

Gli altri sintomi, generalmente presenti durante l’influenza sono:

MAL DI TESTA

Il mal di testa è presente nell’80% dei casi di influenza e, generalmente, in forma forte.

DOLORI MUSCOLARI

Dolori in tutto il corpo sono tipici dell’influenza e molto fastidiosi.

TOSSE E DOLORI AL PETTO

La tosse è frequente e secca. I dolori al petto possono diventare molto forti e aggravarsi. La tosse è decisamente persistente.

FEBBRE

La febbre si presenta alta (38,5-40 °C) e dura 3-4 giorni. Importante prendere farmaci antipiretici per abbassare la febbre, soprattutto quando è alta o si protrae per più giorni. Bere molto per reintegrare i liquidi e i sali persi sudando.

DEBOLEZZA FISICA

I sintomi di debolezza fisica possono durare fino a 2-3 settimane.

SEGNI DI SPOSSATEZZA

Segni di spossatezza estrema all’inizio sono evidenti, poi resta un diffuso senso di debolezza e stanchezza.
Sebbene non sia una patologia da sottovalutare, se non subentrano complicazioni l’influenza si risolve in una settimana circa.

I sintomi compaiono all’improvviso, da 1 a 4 giorni dopo il contagio, e si manifestano con febbre, generalmente tra i 38 e i 39°C, accompagnata da brividi e sudorazione, affaticamento, dolori muscolari, cefalea, e uno stato di intensa debolezza.
A questi si possono aggiungere tosse, secca e persistente, che può causare dolori al petto e, talvolta, mal di gola e naso chiuso.

L’influenza è causata da virus diversi da quelli del raffreddore, e si accompagna tipicamente a sintomi come febbre, dolori muscolari e sintomi respiratori (naso chiuso, tosse o mal di gola).

L’influenza è dovuta a virus del genere Orthomixovirus; finora ne sono stati identificati tre tipi, chiamati A, B e C.

Il virus A è quello che causa la sintomatologia più grave ed è il responsabile di epidemie importanti delle quali siamo vittime ogni due-tre anni.

Il tipo B è meno diffuso e, generalmente, induce sintomi più lievi; tuttavia, può essere anch’esso alla base di rilevanti epidemie ogni tre-cinque anni.

Il tipo C, invece, induce una forma di influenza molto lieve, con sintomi simili a quelli di un raffreddore e di scarsa rilevanza.

Tutti e tre i tipi di virus possono mutare, dando origine a nuovi ceppi. Ciò significa che non è possibile sviluppare un'immunità permanente all’i nfluenza. Anche se il nostro organismo appronta gli anticorpi contro il virus influenzale un anno, è poco probabile che tali anticorpi siano in grado di proteggerci l'anno successivo.
La trasmissione del virus dell'influenza è molto facile e avviene non solo per contatto diretto (se condividiamo, per esempio, un bicchiere o una stoviglia con qualcuno già infettato), ma anche per via aerea, quando respiriamo l’aria nella quale sono sospese goccioline infette, emesse dai soggetti influenzati starnutendo e tossendo, ma anche solo parlando.

E non è tutto: possiamo infettarci anche semplicemente toccando con le mani oggetti o superfici contaminate.

In questo caso, il virus si deposita sulle nostre mani e, quando portiamo queste al naso o alla bocca, o ci strofiniamo gli occhi, penetra nel nostro organismo infettandolo. Una volta entrato nelle vie respiratorie, il virus si moltiplica velocemente dando luogo all’i nfluenza.

Il sistema muco-ciliare del naso svolge la fondamentale funzione di purificare l’aria che respiriamo da particelle estranee: queste vengono intrappolate nel muco, mentre il movimento delle ciglia determina la progressione del muco contaminato verso l'oro-faringe da dove viene espettorato (attraverso la tosse) o deglutito.

Quando un virus dell’influenza entra nelle vie respiratorie, si difende dall’attacco del muco grazie a proteine presenti sul suo rivestimento. Quindi il virus si aggancia alle cellule della mucosa legandosi a una componente della loro superficie.

È questo il primo passo verso l’infezione: il virus penetra nella cellula e inizia a riprodursi a spese di questa.
Alla fine, le cellule infettate muoiono, liberando le particelle virali appena formate. Queste ultime vanno a infettare altre cellule, amplificando l’infezione. Bastano anche pochissime particelle di virus per produrre l'infezione e innescare il processo infiammatorio che genera l’influenza.

È fondamentale attenersi alle indicazioni del medico riguardo alla convalescenza. Tornare immediatamente a scuola o in ufficio può essere un grave errore per diversi motivi.

Il primo è che il nostro organismo è ancora portatore del virus e, dunque, potremmo contagiare compagni di classe e colleghi.

In secondo luogo perché l’organismo, impegnato a combattere il virus, è più debole e più facilmente preda di altri microrganismi che possono causare complicazioni quali bronchiti, polmoniti etc. Soprattutto i bambini e gli anziani o i malati cronici, specie se l’influenza non viene adeguatamente tenuta sotto controllo, possono sviluppare complicazioni, anche gravi.
Le più frequenti sono rappresentate da bronchiti e polmoniti, che possono derivare sia dall’i nvasione da parte del virus stesso, delle vie aeree inferiori, sia da batteri che, approfittando dell’infezione virale, riescono a penetrare più facilmente. In questo caso in genere ricompare la febbre, la tosse peggiora e diventa produttiva: aumenta il catarro che può diventare anche molto viscoso, giallo-verdastro e striato di sangue.

Poiché le complicazioni sono molto frequenti soprattutto nei bambini fino a un anno, si deve cercare di evitare loro contatti con altri bambini o adulti infettati.

I sintomi sono dovuti principalmente alla risposta immunitaria del nostro organismo all'infezione.

Quando le cellule della mucosa del naso e della gola vengono infettate dal virus dell’i nfluenza, il nostro organismo risponde attivando alcune parti del sistema immunitario e alcuni riflessi nervosi. Vengono liberate sostanze naturali, tra cui chinine, interleuchine e prostaglandine (denominate mediatori dell’infiammazione), che contribuiscono a proteggere il nostro organismo dall'infezione e da altri eventi nocivi.

Una volta attivati, i mediatori infiammatori causano dilatazione dei vasi sanguigni (con versamento di liquidi al di fuori dei vasi) e aumento della secrezione di muco. Tutto questo si traduce in una congestione della mucosa nasale con abbondante muco che cola dal naso e una irritazione della gola, con bruciore.

I mediatori infiammatori, inoltre, attivano i riflessi dello starnuto e della tosse e interagiscono con il sistema nervoso, inducendo dolore e febbre.
Le epidemie di influenza si presentano più frequentemente nei mesi invernali (in Italia, tipicamente da metà dicembre a marzo-aprile).

Sono molte le ragioni per le quali esiste questa stagionalità dell’influenza, alcune legate al virus - come il fatto che, d’inverno, negli ambienti chiusi si creano condizioni di temperatura e di umidità adatte alla sua sopravvivenza - altre legate alla minore efficienza del sistema muco ciliare delle vie respiratorie, che rappresenta la prima difesa contro virus e batteri.

Il freddo, infatti, rallenta il movimento delle cellule ciliate e del muco, facilitando la penetrazione del virus nelle nostre cellule e, quindi, l’infezione virale.

LUOGHI CHIUSI

Inoltre, durante la stagione fredda si trascorre molto più tempo in ambienti chiusi, magari affollati, dove il virus riesce a trasmettersi con maggiore facilità. Chi passa molto tempo in comunità come le scuole, gli asili, gli ospedali, ha un rischio maggiore di venire a contatto con il virus e di esserne infettato.

ABITUDINI DI VITA SCORRETTE

Scarso esercizio fisico, sonno insufficiente o disturbato, dieta non adeguata sono tra i comportamenti che possono indebolire il nostro sistema immunitario. Inoltre, una poca attenzione a misure igieniche banali (ma molto efficaci), come lavarsi spesso le mani, aumenta grandemente la possibilità di infezione virale.

STRESS

Anche ripetuti stress, possono rendere il nostro organismo più vulnerabile ai virus dell’i nfluenza. Una ricerca, effettuata dall'università di Maastricht (Olanda) e pubblicata sul Journal of Psychosomatic Research, ha scoperto, per esempio, che l'eccessiva tensione in ufficio aumenta fino al 20% la possibilità di ammalarsi di raffreddore, influenza e gastroenterite.

SISTEMA IMMUNITARIO DEBOLE

Chiunque può ammalarsi di influenza, ma i bambini e gli anziani, e le persone con patologie croniche quali diabete, malattie del cuore e dei polmoni e Hiv/Aids, sono a elevato rischio di complicazioni.
Malgrado gli avanzamenti nella prevenzione e nel trattamento dell’influenza, questa infezione non è certo da prendere sotto gamba: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che ogni anno, in tutto il mondo, tra 250.000 e 500.000 persone muoiono per le complicazioni sorte a causa dell’influenza.

FUMO

Secondo alcuni studi scientifici i fumatori hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di influenza rispetto ai non fumatori.
Inoltre, in chi fuma è più facile che insorgano complicazioni respiratorie: per un fumatore una semplice influenza si può trasformare facilmente in qualcosa di più grave.

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Sono medicinali a base di acido acetilsalicilico che possono avere effetti indesiderati anche gravi. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Autorizzazione del 5 maggio 2010.