I sintomi del raffreddore
Il raffreddore è una delle patologie più diffuse, soprattutto nei mesi freddi.
È estremamente
contagioso, ma per fortuna non è una malattia grave. È
causato da un’infezione virale che
colpisce prevalentemente le alte vie aeree (naso, gola, trachea).
Talvolta può degenerare, quando trascurato o non curato bene, in polmonite e bronchite,
colpendo le vie aeree più profonde (polmoni, bronchi).
Il raffreddore è un’infiammazione delle mucose che sono state "infettate" dai virus e i
sintomi tipici sono: naso che cola, starnuti frequenti, sensazione di malessere generale e mal di
gola. Inoltre, soprattutto nei bambini, può coinvolgere anche i seni paranasali e le orecchie, con
insorgenza di sinusite e otite. Qualche volta il raffreddore può essere confuso per influenza,
poiché i sintomi di quest’ultima sono molto simili a quelli del raffreddore.
Si tratta, invece, di due patologie ben distinte:
•
l’influenza è causata da virus diversi da quelli del
raffreddore, e si accompagna tipicamente a sintomi come febbre, dolori muscolari e sintomi
respiratori (naso chiuso, tosse o mal di gola).
• mentre
il raffreddore è caratterizzato da sintomi quali: naso
che cola, starnuti frequenti, sensazione di malessere generale e mal di gola, mai da febbre e
dolori muscolari.
I sintomi del raffreddore non sono causati direttamente dal
virus, ma dal meccanismo di difesa del nostro corpo che, con l’aiuto del sistema immunitario, cerca
di debellarlo. È per questa ragione che tanti germi diversi possono causare gli stessi sintomi.
Includono
naso che cola, starnuti frequenti, ostruzione nasale, gola irritata,
tosse, raucedine e una sensazione di ottundimento e di malessere generale.
STARNUTI FREQUENTI E NASO CHIUSO
Gli starnuti sono frequenti. Possono essere confusi con starnuti di origine allergica. Anche il naso tappato e/o che cola è comune. È il sintomo più evidente. In alcuni casi si consumano fino a 120 fazzolettini di carta!
MAL DI GOLA
Il mal di gola è un sintomo comune. La gola è arrossata e dà fastidio.
TOSSE E DOLORI AL PETTO
Tosse, dolori al petto durante la respirazione possono presentarsi in forma leggera. Tossire è
doloroso.
In alcuni casi, specie se un comune raffreddore viene trascurato o curato male, può accadere
che i batteri approfittino dell’indebolimento del nostro sistema immunitario causato dall’attacco
dei virus, per colonizzare la gola oppure le orecchie, i seni paranasali o le vie aeree inferiori.
In questi casi (rari negli adulti, ma più frequenti nei bambini e negli anziani), si ha la comparsa
di malattie anche molto serie:
mal di gola, otiti, sinusiti, bronchiti e polmoniti.
Poiché le complicazioni sono molto frequenti nei bambini fino a un anno, si deve cercare di
evitare che i piccoli vengano in contatto con altri bambini o con adulti con il raffreddore.
Un comune raffreddore è, in genere, una malattia lieve i cui i sintomi scompaiono in una -
due settimane e non sono mai repentini: di solito insorgono nel giro di 2-3 giorni dal contagio, in
modo graduale.
I sintomi sono dovuti principalmente alla
risposta immunitaria del nostro organismo all'infezione.
Quando una cellula nasale è infettata da un virus del raffreddore, il nostro organismo
risponde attivando alcune parti del sistema immunitario e alcuni riflessi nervosi.
Vengono liberate sostanze naturali, denominate mediatori dell’infiammazione (tra cui chinine,
interleuchine e prostaglandine), che contribuiscono a proteggere il nostro organismo dall'infezione
e da altri eventi nocivi.
Una volta attivati dall’infezione, i mediatori infiammatori causano dilatazione dei vasi
sanguigni (con versamento di liquidi al di fuori dei vasi) e aumento della secrezione di muco.
Tutto questo si traduce in una congestione della mucosa nasale con abbondante produzione di muco
che poi inizia a fuoriuscire dal naso, unica via di sfogo.
I
mediatori infiammatori, inoltre, attivano i riflessi dello
starnuto e della tosse e possono anche stimolare le fibre nervose deputate alla trasmissione del
dolore (con comparsa, per esempio, di mal di gola).
Le cause principali del raffreddore sono i virus, in particolare i rinovirus. L’abbondanza di
ceppi virali responsabili del raffreddore è una delle ragioni per le quali
non saremo mai immuni dal raffreddore e non esiste un
vaccino contro questa malattia.
Il 2% della popolazione è portatore del virus del raffreddore senza però avere i sintomi
tipici della patologia. Durante le epidemie sono in genere infettati
fino all’80% dei bambini, infatti, questa parte della
popolazione sembra essere la più soggetta a infezioni virali da rhinovirus.
Il raffreddore è una patologia così comune perché
si trasmette facilmente: le vie di contagio sono quasi
infinite. I rhinovirus possono essere trasportati da un soggetto all’altro da mani “inquinate” o
dall’aria che respiriamo, i virus possono arrivare sul nostro corpo e penetrare, soprattutto
attraverso il naso, dando inizio all’infezione e, di conseguenza, al
processo infiammatorio delle mucose respiratorie.
Questo, nonostante i meccanismi di difesa che si trovano lungo le vie respiratorie,
rappresentati dal muco, che ricopre la parte interna del naso, il cui compito è quello di
intrappolare particelle indesiderabili (compresi i germi) che potrebbero entrare nelle vie aeree, e
dal sistema di ciglia vibratili, che contribuisce a eliminare le particelle nocive che sono state
intrappolate nel muco.
I virus del raffreddore si diffondono con estrema facilità, sia per via aerea, sia per
semplice contatto.
Nel primo caso il virus è
disperso nell’aria tramite le goccioline che si emettono
starnutendo o tossendo, queste goccioline a loro volta possono essere inalate da altri individui “
sani” che, così, si infettano.
Queste goccioline, però, possono anche depositarsi su oggetti e superfici e lì sopravvivere
per qualche ora, fino a quando capita di toccare tali superfici contaminate che contaminano anche
noi.
Così facendo non facciamo altro che
fungere da "ponte" per il passaggio dei virus che, in tal
modo, possono raggiungere le nostre vie aeree e dare inizio all’infezione.
Il sistema muco-ciliare del naso svolge la funzione fondamentale di purificare l’aria inalata
durante la respirazione da particelle estranee: esse vengono intrappolate nel muco mentre il
movimento delle ciglia determina la progressione del muco contaminato verso l'oro-faringe dove
viene espettorato (attraverso la tosse) o deglutito.
Quando un virus si deposita sulla mucosa delle narici, ed entra in contatto con il sistema
muco-ciliare che lo trasporta più in profondità si instaura un processo infiammatorio dato dall’i
nfezione virale delle mucose delle vie aeree.
Il virus si lega a specifici
recettori che lo aiutano a entrare nella cellula da
infettare e lì
inizia a riprodursi a spese di quest’ultima.
Alla fine, la cellula muore e libera altre
particelle virali appena formate, che vanno a infettare
altre cellule amplificando l’infezione.
Bastano anche pochissime particelle virali per dare origine al processo infiammatorio che
genera il comune raffreddore.
Il meccanismo con il quale i virus del raffreddore ci infettano spiega anche come mai nella
stagione fredda ci ammaliamo di più.
Il freddo, infatti, non è per nulla l’agente scatenante della malattia, né rende più
aggressivo il virus in questione, ma impedisce al nostro organismo di difendersi adeguatamente
perché
rallenta il movimento delle cellule ciliate e, di
conseguenza, del muco, facilitando così la
penetrazione dei virus del raffreddore: quando l’aria è
troppo fredda, le ciglia non riescono a muoversi come dovrebbero e si creano le condizioni ideali
per l’instaurarsi dell’i nfezione virale.
LUOGHI AFFOLLATI
Durante la stagione fredda si trascorre molto più tempo in ambienti chiusi, magari affollati,
dove
il virus riesce a trasmettersi con maggiore facilità.
Il raffreddore è una delle malattie
più contagiose finora conosciute, e stare in luoghi
affollati facilita sicuramente il contagio; per questo i bambini che frequentano asili nido e
scuole sono maggiormente soggetti al raffreddore.
STRESS
Così come non è il freddo a causare il raffreddore, non lo è neppure lo stress.
Tuttavia lo stress, ancora di più delle basse temperature e dell’umidità,
rende il nostro organismo più vulnerabile ai virus del
raffreddore. Una ricerca, effettuata dall'università di Maastricht (Olanda) e pubblicata sul
Journal of Psychosomatic Research, ha evidenziato, per esempio, che l'eccessiva tensione in ufficio
aumenta fino al 20% la possibilità di ammalarsi di raffreddore, di influenza e di gastroenterite.
Esiste una varietà di situazioni e di circostanze nelle quali il nostro sistema immunitario è
in difetto, aumentando così il rischio di contrarre il raffreddore, ma, soprattutto, di incorrere
nelle sue complicazioni.
I
neonati, per esempio, nelle prime 4 - 6 settimane di vita
sono ad alto rischio per i raffreddori o altre infezioni perché il loro sistema immunitario è
immaturo dal punto di vista funzionale.
È vero che quando nascono i bambini sono ancora parzialmente protetti dagli anticorpi che
hanno ricevuto dalla madre attraverso la placenta, ma ci sono molti germi dai quali non sono
protetti.
Anche gli anziani, e le persone indebolite da patologie gravi come l’AIDS, che altera di per
sé il sistema immunitario, o pazienti in chemioterapia o in terapia immunosoppressiva sono a
elevato rischio di contratte il raffreddore e sviluppare complicanze.
Innanzitutto, è bene ricordare che
il raffreddore è causato da virus. Questo significa che,
come per l’influenza e per tutte le malattie virali in genere,
gli antibiotici non servono per curarlo, se non nel caso di
complicazioni batteriche.
Pertanto, prima di assumere un antibiotico è bene rivolgersi al medico che saprà valutare se
è opportuna tale terapia.
Non esistono, invece, rimedi che agiscano sulla causa del
raffreddore, almeno per ora, e tutti i farmaci impiegati
agiscono sui sintomi, dando sollievo alle vie respiratorie:
antinfiammatori, decongestionanti nasali, sciroppi per la tosse.
Possiamo prepararci all’evenienza, guardando il semplice prospetto che spiega (in base alle 4
famiglie di virus conosciuti responsabili del raffreddore) il decorso e alcune particolarità.
VIRUS |
INCIDENZA
|
DURATA |
SINTOMI PIU’ FREQUENTI
|
STAGIONALITA’ |
FAZZOLETTINI AL GIORNO |
| RHINOVIRUS | 15-40% | 4-9 giorni | - | Tutto l’anno | 16-60 |
| CORONAVIRUS | 10-12% | 6-7 giorni | - | Tardo autunno e inverno | 22-120 |
| VIRUS PARAINFLUENZALI | 5% | 4-5 giorni | Forte tosse | Primavera | - |
| ADENOVIRUS | 3-5% | 1-2 giorni | Mal di gola | Inverno e primavera | - |
Sebbene non esistano cura specifiche per il raffreddore, però, come abbiamo detto è possibile, anzi spesso consigliabile specie nelle prime fasi dell’infezione, utilizzare farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti Fans), come l’acido acetilsalicilico, per ridurre lo stato infiammatorio delle mucose nasali e tutti i sintomi ad esso associati.