Il mal di testa da raffreddore

Raffreddore e mal di testa vanno spesso di pari passo. Il raffreddore infatti inizia in genere con starnuti e cefalea, seguiti a breve distanza da rinorrea, cioè abbondante secrezione mucosa, e tosse.

Per questo per molte persone è importante trovare soluzioni in grado di curare sia il raffreddore sia il mal di testa che l’accompagna.

I sintomi più tipici del raffreddore sono, oltre al mal di testa, la congestione nasale e quindi la difficoltà a respirare, e la lacrimazione degli occhi, soprattutto nella fase iniziale. Gli stessi sintomi sono presenti anche in caso di rinite allergica. Altre possibili manifestazioni del raffreddore sono il mal di gola e i dolori muscolari. Negli adulti e nei bambini più grandi di solito la febbre è assente, mentre nei più piccoli il raffreddore può essere accompagnato da un rialzo della temperatura.

L’infiammazione e la congestione delle mucose delle alte vie respiratorie contribuiscono a innescare il mal di testa associato al raffreddore comune. È tipico infatti, specialmente nel periodo di esordio, avvertire una sensazione di testa pesante e una cefalea sorda e diffusa. Per non aggravare il sintomo è consigliabile evitare di esporsi a freddo e umidità invernali, proteggendosi con un cappello.

Il raffreddore infatti è frequente nei mesi freddi, anche se il freddo non ne è la causa diretta. In inverno infatti si trascorre più tempo in ambienti chiusi e affollati, dove i virus possono circolare e contagiare più facilmente.
Mal di testa da raffreddore
Il contagio del raffreddore avviene per via aerea, attraverso le minuscole gocce di saliva, contenenti i virus, che a seguito di uno starnuto o di un colpo di tosse da parte della persona raffreddata si diffondono nell’ambiente e, dopo essere stati inalati, si depositano sulla mucosa delle narici, dando inizio al processo infiammatorio. Il contagio può verificarsi anche se, dopo aver toccato oggetti contaminati (per esempio giocattoli, maniglie delle porte, carrelli del supermercato) si portano le mani alla bocca o al naso. Uno dei modi più semplici ed efficaci per prevenire la diffusione delle infezioni virali è quello di lavarsi spesso le mani.

Alcune condizioni che riguardano la salute generale dell’individuo possono favorire l'arrivo del raffreddore e il conseguente mal di testa. Un fisico debilitato per precedenti malattie, per esempio l’influenza, rappresenta un terreno fertile per l’aggressione da parte dei virus, così come la presenza di infezioni alle tonsille o l’ingrossamento delle adenoidi; condizioni che riducono la capacità dell'organismo di contrastare l’attacco dei virus. Le reazioni allergiche circoscritte alla gola e al naso, inoltre, diminuiscono la capacità di resistenza delle alte vie respiratorie.
Infine anche lo stress ha un effetto di indebolimento sul sistema immunitario.

Come si cura

Esistono diversi farmaci che possono essere di aiuto per gestire al meglio e alleviare il mal di testa da raffreddore.
Dal momento che il raffreddore non è di origine batterica, sono invece da evitare gli antibiotici, a meno che non vengano prescritti in un secondo tempo per lo sviluppo di una sovrainfezione batterica, su consiglio del medico.

Per contrastare invece il ristagno di muco, un fattore che favorisce il perdurare del mal di testa, è utile praticare dei lavaggi con una soluzione fisiologica in modo da liberare le vie nasali, oppure optare per i suffumigi; inalare sostanza balsamiche disciolte in acqua può dare una sensazione di sollievo, ma bisogna prestare attenzione alle eventuali allergie. In questi casi tale operazione può avere un effetto irritante, specie nei bambini piccoli.

Per far passare prima il mal di testa da raffreddore, si può cercare di curare la rinite in modo che finisca il prima possibile.
Nel periodo dell’infezione sono da privilegiare i cibi leggeri, la frutta e la verdura ed è opportuno bere molto. In particolare i cibi ricchi di antiossidanti, come le spremute di agrumi, aiutano la normale funzionalità del sistema immunitario.

Alcuni studi in particolare hanno evidenziato che l’assunzione di vitamina C prima dell’insorgenza dei sintomi e durante il raffreddore aiuti a far passare più rapidamente il disturbo. Questo fenomeno è probabilmente dovuto all’attività stimolante che la vitamina C esercita nei confronti del sistema immunitario, grazie alla sua importante azione antiossidante. Questa vitamina protegge infatti tutte le cellule, comprese quelle del sistema immunitario, dai radicali liberi, sostanze che danneggiano le strutture cellulari e che si formano anche (ma non solo) durante un processo infiammatorio, come quello che si scatena per esempio durante un raffreddore. In questo modo la vitamina C sarebbe in grado di favorire la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti dei virus.

Infine, via libera anche a succhi di frutta e a liquidi in generale, come thé e tisane. Aumentare l’idratazione del corpo è infatti molto importante; nelle malattie da raffreddamento si tende a sudare di più e quindi a perdere una maggior quantità liquidi, avvertendo più intensamente lo stimolo della sete.

Quanto dura

Il mal di testa si accompagna al raffreddore in genere sin dall’esordio, quando prevale la sensazione di peso e “intontimento”.
La sintomatologia raggiunge il massimo dell’intensità dopo 48-72 ore dalla comparsa dell'infezione; anche il mal di testa regredisce dopo la prima fase e, se si tratta di un raffreddore comune privo di complicanze, il tutto si risolve in genere nel giro di una settimana.

Se invece il mal di testa perdura e, da sordo e diffuso a tutta la testa diventa pulsante e localizzato nella zona frontale e intorno agli occhi, potrebbe essere il segno dell’insorgenza della sinusite.
Consiste nell’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali: cavità situate all'interno delle ossa del massiccio facciale, comunicanti con le cavità nasali tramite canali ossei ed orifizi, a loro volta comunicanti con l'esterno.

L’infiammazione causa gonfiore il quale provoca la chiusura dei condotti, impedendo il passaggio di aria e di muco, e rendendo ancora più difficoltoso respirare. Questa situazione facilita la moltiplicazione dei batteri e può dare origine a una sovrainfezione.

Il mal di testa da sinusite si presenta di solito con un dolore pulsante localizzato a livello del viso nella zona delle guance, degli zigomi e intorno agli occhi. Può essere coinvolta anche l’arcata dentaria superiore.

Oltre al mal di testa, un tipico segno di questa complicanza è il forte dolore avvertito esercitando una pressione in corrispondenza dei seni paranasali, ovvero sul viso ai lati del naso. Questo dolore è avvertito più intensamente quando ci si china, ci si sdraia o si tossisce. Altri segni della sinusite sono, oltre al mal di testa, l’arrossamento delle palpebre e gli attacchi di tosse, che si verificano specialmente di notte o quando si è sdraiati.
Se si sospetta la presenza di sinusite è consigliabile consultare il proprio medico curante che prescriverà la terapia adatta.

Altri tipi di cefalea secondaria

Il mal di testa da raffreddore può essere classificato come una cefalea secondaria, cioè dipendente da un’altra patologia, al contrario delle cefalee primarie che sono idiopatiche cioè insorgono di per sé.
In alcuni casi le cefalee secondarie possono anche essere la spia di patologie molto gravi; per questo, soprattutto se si associano ad altri sintomi, non devono essere trascurate.
Quello che va tenuto sotto osservazione è la frequenza con cui si manifestano gli episodi emicranici, e soprattutto l’intensità degli stessi.
L’importante è sapere che i mal di testa non sono tutti uguali e che fare una diagnosi corretta è il primo passo per stabilire la terapia più appropriata.

Tra le cefalee secondarie più comuni e non gravi, vi sono il mal di testa da cervicale e da sinusite.
Il mal di testa da cervicale si localizza nella zona posteriore della testa, vicino al collo, appunto in corrispondenza delle vertebre cervicali. Può essere l’espressione della cefalea tensiva o dell’emicrania, oppure dovuto a patologie o traumi del cranio o della colonna vertebrale. In ogni caso la sua durata è superiore a quella delle altre forme. Inoltre può essere accompagnato da vertigini, dolori al collo e spalle, fino a disturbi dell’umore, insonnia e difficoltà di concentrazione. Oltre ai farmaci la terapia può prevedere anche delle sedute di fisioterapia.

Un’altra forma di cefalea secondaria è quella legata alla sinusite. L’occlusione dei seni paranasali si manifesta infatti con il fastidioso naso chiuso e con la perdita di muco, ma anche con un mal di testa persistente. Il dolore in questo caso è localizzato prevalentemente sopra l’arcata sopracigliare e sul viso, intorno i lati del naso. In questi casi è necessario rivolgersi al medico per attuare la terapia più opportuna.
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