Prevenire l'influenza

Febbre, dolori e brividi: sono alcuni dei sintomi più comuni dell'influenza, un'infezione delle vie respiratorie che in Italia colpisce soprattutto durante i mesi invernali.

A causarla sono virus appartenenti al genere Orthomyxovirus. Questi microbi sono caratterizzati da una spiccata capacità di variare e di riuscire così a farla franca anche nei confronti del sistema immunitario di chi li ha già incontrati. È proprio per questo che per prevenire l'influenza viene messo a punto ogni anno un vaccino diverso.

La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza. Oltre al vaccino, per ridurre la trasmissione del virus dell'influenza, è opportuno seguire misure di protezione personali:

  • lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente
  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce con fazzoletti monouso, da smaltire correttamente e lavarsi le mani
  • rimanere a casa nelle fasi iniziali di malattie respiratorie febbrili
  • evitare il contatto stretto con persone ammalate
  • evitare di toccarsi occhi, naso o bocca

Perché prevenire l'influenza?

Prevenire l'influenza permette di evitare una malattia che in molti casi è tutt'altro che leggera. I suoi sintomi colpiscono improvvisamente; di solito il primo a comparire è la febbre, che può superare i 39 °C.
In genere la temperatura corporea aumenta di più quando l'infezione è scatenata da un virus del tipo A, ma può anche capitare che la febbre non salga: è il caso dei lattanti, che però possono essere colpiti da vomito e diarrea.

La febbre può salire poco anche negli anziani, che però corrono un maggior rischio di complicanze. Queste ultime possono essere molto gravi; polmoniti, meningiti ed encefaliti possono anche rendere necessario il ricovero in ospedale, e non rappresentano un pericolo solo per gli anziani. Altre fasce della popolazione a rischio sono i bambini sotto i 2 anni, le donne nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza, chi vive in strutture di lungodegenza e chiunque soffra di malattie croniche (ai polmoni o ai reni, oppure di diabete) o abbia un sistema immunitario debole. La popolazione over 65 resta comunque quella più a rischio.

Anche in assenza di complicazioni, l'influenza può debilitare con diversi altri sintomi. I più frequenti sono dolori muscolari e articolari, brividi, cefalea, capogiri, arrossamenti del volto, spossatezza, nausea e vomito, ma possono aggiungersi anche tosse secca, respiro affannoso, naso che cola, starnuti, mal di gola e, nei bambini in età prescolare, occhi arrossati, congiuntivite, laringotracheite e bronchite. Inoltre l'influenza può aggravare l'asma e altri sintomi respiratori preesistenti.
Insomma, i buoni motivi per cercare di prevenire l'infezione non mancano.

I vantaggi del vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è lo strumento più efficace e più sicuro per prevenire l'influenza. Ciò che conta è proteggersi con il vaccino pensato per la stagione influenzale in arrivo.
Ogni anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si occupa dell'aggiornamento della sua composizione. In collaborazione con i National Influenza Centres (Nic), analizza i ceppi virali in circolazione e l'andamento mondiale delle sindromi influenzali.

In linea con gli obiettivi dell'Oms, il Servizio Sanitario Nazionale italiano offre gratuitamente la vaccinazione a tutti le persone appartenenti alle categorie a rischio:

  • persone che hanno compiuto i 65 anni;
  • persone dai 6 mesi ai 65 anni di età con malattie che aumentano il rischio di complicanze.

Tra queste troviamo:

  • malattie dell'apparato respiratorio (asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e Bpco – broncopatia cronico ostruttiva); 
  • malattie cardiovascolari, incluse le cardiopatie (sia congenite sia acquisite); 
  • diabete, obesità, malattie metaboliche; 
  • insufficienza renale o surrenale croniche; 
  • emoglobinopatie e patologie degli organi emopoietici; 
  • tumori; 
  • patologie (congenite o acquisite) che riducono significativamente la produzione di anticorpi
  • immunosoppressione da farmaci o da Hiv; 
  • malattie infiammatorie croniche; sindromi da malassorbimento intestinale; 
  • malattie croniche del fegato; 
  • patologie associate all'aumento del rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie; 
  • malattie per cui è stato programmato un intervento chirurgico importante

Altre categorie a cui il SSN offre gratuitamente la vaccinazione:

  • bambini e adolescenti a rischio di Sindrome di Reye 
  • donne che all'inizio della stagione influenzale sono nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza. 
  • persone ricoverate presso strutture di lungodegenza 
  • medici, personale sanitario delle strutture ospedaliere, nelle comunità per lungodegenze e pediatri di famiglia 
  • i famigliari e i contatti delle persone ad alto rischio
  • membri delle forze di polizia, vigili del fuoco e altre categorie socialmente utili o particolarmente esposte al rischio, a discrezione rispettivamente di Regioni e Pubbliche Amministrazioni o dei datori di lavoro 
  • lavoratori che entrano in contatto con animali che potrebbero trasmettere virus influenzali non umani (allevatori, addetti all'allevamento o al trasporto di animali vivi, macellatori, vaccinatori, veterinari) per ridurre il rischio di insorgenza di nuovi ceppi influenzali altamente patogeni in grado di trasferirsi da uomo a uomo
  • donatori di sangue

In tutti gli altri casi, è possibile acquistare il vaccino stagionale in farmacia, con prescrizione medica, e sottoporsi alla vaccinazione, a meno di controindicazioni specifiche, in particolare:

  • età inferiore ai 6 mesi di vita 
  • precedente reazione anafilattica a un componente del vaccino 
  • sindrome di Guillain Barré insorta entro 6 settimane dopo una precedente vaccino antinfluenzale
  • presenza di una malattia acuta di entità medio-grave, anche senza febbre

In quest'ultimo caso la vaccinazione può essere semplicemente rimandata a dopo la guarigione. In caso di sindrome di Guillain Barré insorta da più di 1 anno ma non associata alla somministrazione del vaccino è necessaria solo precauzione.

In Italia – dove l'influenza colpisce soprattutto tra i mesi di dicembre e di marzo, con un picco all'inizio di febbraio – ci si deve vaccinare in autunno (indicativamente dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre). Tuttavia, la disponibilità del vaccino varia da Regione a Regione: alcune Asl possono renderlo disponibile prima di altre e le modalità secondo cui viene distribuito e somministrato possono essere diverse.

Le norme igieniche

Oltre al vaccino antinfluenzale, anche opportune norme igieniche aiutano a prevenire l'influenza. In particolare, dato che il virus si trasmette attraverso le goccioline di saliva e di secrezioni respiratorie di chi è ammalato è bene non condividere posate, bicchieri, bottiglie o cibo con chi è già alle prese con l'influenza. Inoltre il rischio di contagio può essere ridotto evitando di toccarsi bocca, naso e occhi con le mani, che possono raccogliere il virus depositato su superfici varie.

Anche mantenerle il più possibile pulite è importante. In assenza di acqua con cui lavarsi le mani è possibile detergerle con gel disinfettante a base alcolica.

D'altra parte, è possibile fare molto anche per evitare di trasmettere il virus ad altre persone. Anche in questo caso i consigli da seguire sono semplici: coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, possibilmente utilizzando un fazzoletto o, piuttosto che la mano nuda, la parte interna del gomito; eliminare in modo opportuno i fazzoletti di carta dopo l'uso; evitare di uscire di casa quando si ha l'influenza o, se ci si deve recare in luoghi pubblici, indossare una mascherina.

In effetti se ci si ammala di influenza in inverno è anche per lo stile di vita tipico dei mesi in cui fa più freddo, quando si tende a trascorre più tempo in luoghi chiusi, a volte anche affollati. Vivere a stretto contatto con altre persone, magari senza preoccuparsi di arieggiare gli ambienti chiusi, aumenta il rischio di contagio.

Come agire sul sistema immunitario

Infine, per prevenire l'influenza e altri malanni di stagione, come il raffreddore, è importante mantenere in salute il proprio sistema immunitario. Da questo punto di vista un prezioso aiuto può arrivare dall'alimentazione.

In generale, un regime alimentare come la Dieta Mediterranea è dotato di proprietà antinfiammatorie e permette di fornire al corpo tutto ciò di cui ha bisogno, nelle giuste proporzioni, per mantenersi in salute. Più in particolare, è utile non farsi mancare alcune vitamine e sali minerali alleati del buon funzionamento del sistema immunitario.

La vitamina C (presente in frutta e verdura come kiwi, agrumi, peperoni e pomodori), aiuta a difendere l'organismo con le sue proprietà antiossidanti e l'effetto immunostimolante, ed è stata associata alla risposta alle infezioni delle vie respiratorie. Ma anche altre vitamine possono aiutare a garantirsi buone difese immunitarie:

  • la vitamina A e i carotenoidi, suoi precursori, presenti rispettivamente in uova, latte, burro, formaggi e fegato e in frutta e verdura gialle, arancioni o rosse; 
  • la vitamina E, contenuta in olive, semi e germe di grano; 
  • le vitamine del gruppo B, in particolare la B1 (contenuta in cereali, legumi, lievito di birra e carne di maiale) e la B2 (presente in germe di grano, cereali integrali, lievito di birra, carne e fegato); 
  • la vitamina D, una vitamina che può essere sintetizzata nella pelle grazie all'azione dei raggi del sole e che non è molto presente nei cibi. Si trova nell'olio di fegato di merluzzo e può essere assunta sotto forma di integratori alimentari.

Fra i minerali possono invece essere utili lo zinco (presente in noci, funghi, tuorlo d'uovo, cacao e carni bovine, ovine e suine) e il selenio (apportato da carni, fegato e cereali).

Infine, anche il benessere della flora intestinale contribuisce alla salute del sistema immunitario. Per questo è bene nutrirla con fibre dall'azione prebiotica, come i frutto-oligosaccaridi. Inoltre è possibile favorire l'equilibrio della flora intestinale assumendo integratori alimentari contenenti fermenti lattici probiotici.

Cosa fare se ci si ammala

Se nonostante tutto quanto fatto in termini di prevenzione ci si dovesse ammalare, è importante tenere presenti alcuni aspetti fondamentali:

  • l'influenza non si cura con gli antibiotici, che sono efficaci sui batteri e non sui virus influenzali
  • fra i rimedi più efficaci c'è il riposo: è meglio combattere la stanchezza a letto che sottoporre l'organismo a ulteriore stress. Bevande e alimenti preparati con acqua calda (incluso il famoso brodo di pollo) possono aiutare ad alleviare i sintomi della congestione nasale
  • farmaci antipiretici e antinfiammatori aiutano ad affrontare la febbre, i dolori muscolari e il mal di testa.
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