Influenza stagionale

    L'influenza stagionale, una malattia prevenibile mediante vaccinazione, colpisce buona parte della popolazione, causando centinaia di migliaia di ricoveri ospedalieri in Europa. Le fasce più vulnerabili sono rappresentate dagli anziani, dai bambini piccoli e dai soggetti affetti da condizioni croniche, sebbene vi sia un rischio per tutti di sviluppare complicazioni gravi - tra cui polmonite, miocardite ed encefalite - che possono portare a prognosi sfavorevoli.

    L'influenza è una patologia infettiva indotta da virus, di cui si conoscono tre differenti tipologie, distinguibili in base alle proteine presenti sulla loro superficie: il virus di tipo A e di tipo B, responsabili dell'influenza classica, e il virus di tipo C, generalmente associato a infezioni asintomatiche o sintomi similari a quelli del raffreddore comune. 

    Una peculiarità rilevante dei virus influenzali consiste nella loro capacità di modificare le caratteristiche delle proteine superficiali. Questa proprietà è la causa principale delle annuali epidemie influenzali e, a differenza di altre malattie, impedisce lo sviluppo di una protezione duratura contro infezioni successive (immunità adattiva o acquisita).

    Il virus influenzale si propaga attraverso diverse vie:

    1. L'inalazione di microgoccioline (droplet) emesse mediante la tosse o gli starnuti di un soggetto infetto.
    2. Il contatto diretto con le secrezioni nasali provenienti da un individuo contagiato.
    3. L'interazione con oggetti e utensili domestici di uso quotidiano che sono entrati in contatto con una persona infetta o con le sue secrezioni.

    Un individuo affetto da influenza è in grado di trasmettere il patogeno già nelle 24 ore antecedenti la manifestazione dei sintomi. Solitamente, la presenza del virus nelle secrezioni nasali si esaurisce entro i 7 giorni dall'esordio dei sintomi; tuttavia, nei bambini di giovane età e nelle persone con un sistema immunitario compromesso, il virus può rimanere attivo per un periodo più prolungato.

    La probabilità di contrarre l'influenza aumenta in ambienti affollati e in situazioni caratterizzate da frequenti interazioni fisiche. Questo spiega perché l'incidenza della malattia tende ad essere maggiore durante i mesi invernali, quando le persone tendono a riunirsi in luoghi chiusi e più affollati.

    I sintomi influenzali si manifestano generalmente tra uno e quattro giorni dopo il contagio e possono insorgere bruscamente.

    Frequentemente, i brividi o una sensazione di freddo rappresentano il primo segno. È comune l'insorgenza di febbre nei giorni iniziali, che può raggiungere i 39°C. Molti pazienti sperimentano malessere generale, debolezza e affaticamento, talvolta al punto di richiedere riposo a letto per diversi giorni.

     

    Si riscontrano diffuse sensazioni di dolore e fastidio, in particolare a livello dorsale e agli arti inferiori. La cefalea si presenta spesso in forma intensa, con dolore perioculare e retrooculare, e può essere esacerbata dall'esposizione a luce intensa.

    I sintomi respiratori iniziano in modo relativamente lieve. Possono comprendere mal di gola, sensazione di bruciore toracico, tosse secca e secrezione nasale. In seguito, la tosse può aggravarsi, arrivando a produrre espettorato.

    La cute può risultare calda e arrossata, in particolare sul viso. Le mucose orali e faringee appaiono congestionate, gli occhi possono lacrimare ed arrossarsi.

    La maggior parte dei sintomi tende a regredire dopo due-tre giorni, sebbene la febbre possa protrarsi fino a cinque giorni.

    Tosse, debolezza, sudorazione e stanchezza possono persistere per diversi giorni o anche settimane. La completa risoluzione dell'irritazione lieve delle vie aeree, che può comportare una ridotta capacità di esercizio fisico o una lieve dispnea sibilante, può richiedere un periodo di sei-otto settimane.

    Individui in buona salute e in condizione fisica ottimale, generalmente, non richiedono una consulenza medica in caso di contrazione dell'influenza o di sintomi simil-influenzali.

    La strategia terapeutica consigliata include riposo domiciliare, mantenimento di un ambiente caldo e idratazione adeguata per prevenire la disidratazione. È possibile l'assunzione di farmaci da banco, come l'Aspirina, qualora necessario, per la riduzione della febbre elevata e l'attenuazione dei dolori muscolari; si raccomanda inoltre l'astensione da attività lavorative o scolastiche fino al completo recupero, che per la maggior parte degli individui si verifica entro circa una settimana.

    Tuttavia, nei soggetti con condizioni di rischio o altre vulnerabilità, si rende opportuna una valutazione medica. Ciò risulta particolarmente importante in presenza di: età superiore ai 65 anni, gravidanza, malattie croniche, compromissione del sistema immunitario, sviluppo di dolore toracico, dispnea o difficoltà respiratoria, tosse con emissione di sangue, o un deterioramento del quadro clinico dopo una settimana. In queste circostanze, può essere indicato un intervento farmacologico per mitigare i sintomi e favorire un più rapido recupero.

    Alcune misure, semplici ma efficaci, contribuiscono alla prevenzione della diffusione di malattie infettive, in particolare quelle trasmesse per via aerea, come l'influenza:

    1. L'igiene frequente delle mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito, o dopo aver frequentato luoghi pubblici e mezzi di trasporto; in assenza di acqua e sapone, si consiglia l'utilizzo di soluzioni detergenti a base alcolica.

    2. L'uso di un fazzoletto, preferibilmente di carta, per coprire naso e bocca durante la tosse o lo starnuto, e la sua immediata eliminazione nel cestino dei rifiuti o nel contenitore per la biancheria sporca.

    3. Evitare il contatto con occhi, naso e bocca con mani non lavate; i patogeni, inclusi quelli influenzali, si trasmettono frequentemente attraverso questo meccanismo.

    4. Mantenere l'isolamento domiciliare in caso di malattia, evitando viaggi, lavoro o frequenza scolastica, al fine di limitare la diffusione del contagio e ridurre il rischio di complicanze o superinfezioni causate da altri batteri o virus.

    5. L'uso di mascherine chirurgiche da parte di soggetti con sintomi influenzali può diminuire il tasso di trasmissione del virus ai contatti stretti.

    Il lavaggio frequente delle mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso, aver tossito o starnutito, è riconosciuto come una delle misure preventive più efficaci nel controllo della diffusione delle infezioni, anche in ambito ospedaliero, secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

    L'influenza stagionale, una malattia prevenibile con la vaccinazione, affligge una significativa porzione della popolazione europea ogni anno, portando a numerosi ricoveri ospedalieri.

    Il virus influenzale, presente in tre tipologie (A, B, C), si trasmette attraverso goccioline respiratorie, contatto diretto e oggetti contaminati. La capacità dei virus di cambiare le proteine superficiali rende difficile il mantenimento di una immunità duratura.

    I sintomi includono febbre, dolori, disturbi respiratori e cefalea, e possono durare da uno a più giorni. Il trattamento per i soggetti sani prevede riposo e auto-cura, mentre per i soggetti a rischio può essere necessario un intervento medico.

    La prevenzione si basa su igiene delle mani, isolamento in caso di malattia e vaccinazione, con diversi tipi di vaccini disponibili a seconda delle diverse esigenze e fasce di età.